L’ipertensione è la principale causa di morte prematura prevenibile in tutto il mondo, e circa una persona su tre ne soffre (1). A lungo andare l’elevata pressione sanguigna danneggia organi importanti, come il cuore, i vasi sanguigni, il cervello e i reni. Ciò può portare a gravi conseguenze per la salute del nostro organismo come l’infarto del miocardio, l’ictus, l’arteriopatia periferica, danni ai reni e alle retine, le cui cause spesso sono riconducibili al danneggiamento dei vasi sanguigni a causa dell’elevata pressione sanguigna.

L’infiammazione è un segno distintivo dell’ipertensione, e ci sono diverse evidenze che dimostrano come una infiammazione cronica di bassa intensità può contribuire a disturbi cardiovascolari compresa l’ipertensione (2-5).

La disfunzione endoteliale, lo stress ossidativo, le citochine, i recettori “toll like”, gli inflammasomi e il microbiota intestinale interagiscono in modo complesso (6). Dunque, ridurre le infiammazioni contribuisce al successo della gestione e della prevenzione dell’ipertensione. Una infiammazione sistemica può essere innescata anche dagli alimenti ingeriti. Alcune proteine o dei composti derivati da proteine presenti nel cibo potrebbero innescare una reazione immune nel nostro organismo. In alcuni frangenti il sistema immunitario considera le proteine del cibo come degli immunogeni e genera così specifici anticorpi IgG alimentari, che si legano alle particelle di cibo, inducendo così una risposta infiammatoria che può dare origine a diversi sintomi e problemi di salute, uno dei quali è l’ipertensione.

L’assunzione continua e ripetitiva nel tempo di alimenti che innescano una reazione di ipersensibilità alimentare IgG mediata, potrebbe dare origine a infiammazioni durature anche “silenti”. L’ipersensibilità alimentare IgG mediata dunque può essere uno dei fattori scatenanti l’ipertensione farmaco resistente. Studi recenti effettuati su pazienti affetti da ipertensione, hanno dimostrato che esiste una correlazione fra ipertensione e elevati valori di anticorpi IgA e IgG e bassi valori di IgM (7).

In un altro studio condotto con ImuPro, sono stati comparati due gruppi di ragazzi (obesi e normopeso). Sono stati analizzati i campioni di sangue individuando la concentrazione degli anticorpi IgG alimentari, e il marcatore infiammatorio della proteina C reattiva (PCR).  Nel gruppo dei ragazzi obesi si sono riscontrati valori di anticorpi IgG due e volte mezzo superiori contro determinati alimenti.; così come il livello di PCR era tre volte di più alto rispetto ai ragazzi normopeso.

Il valore elevato di antigeni IgG alimentari è risultato essere associato allo spessore dell’intima media, marker delle alterazioni aterosclerosi correlate, che sono infiammazioni che possono dare origine ad iperestensione secondaria. È stato riscontrato un forte legame fra anticorpi IgG specifici alimentari e infiammazioni sistemiche di bassa intensità così come con l’elevata pressione sanguigna sistolica (8).

Altri studi evidenziano la connessione tra PCR come principale marcatore e l’aumento dei livelli di anticorpi IgG:

  • I pazienti obesi con IgG positivi anti-Saccharomyces cerevisiae antibodies (ASCA) avevano anche elevati valori di PCR e massa grassa
  • L’eliminazione dell’infiammazione e il ripristino della barriera intestinale porta ad una riduzione delle risposte immunitarie e infiammazioni causate dal cibo (10)
  • Il marker PCR era correlato alla concentrazione degli anticorpi IgG alimentari e allo sviluppo della malattia nei pazienti affetti da spondilite anchilosante (11).
  • Nei pazienti affetti dal morbo di Crohn, un elevato valore di PCR era correlato ad un numero elevato di alimenti positivi alle IgG (12).

Da ciò si evince che gli anticorpi IgG specifici alimentari che inducono una risposta infiammatoria, sono correlati ad un aumento dei valori della PCR, un marcatore che ha un ruolo essenziale nella patogenesi dell’ipertensione (13-15).

Un numero sempre crescente di studi, dimostra che una dieta di eliminazione degli alimenti con valori elevati di IgG, porta a miglioramenti significativi di molti sintomi che possono avere percorsi infiammatori condivisi (sindrome del colon irritabile, diarrea, emicrania e mal di testa, malattie autoimmuni, obesità, disturbi psichiatrici, asma, problemi cutanei, rinite allergica e spondilite anchilosante).

Basandosi su questi dati si può pensare che una dieta di eliminazione personalizzata basata sulla concentrazione degli anticorpi IgG alimentari specifici, possa avere effetti benefici sui pazienti che soffrono di ipertensione.

  1. Mills, K. T. et al. Global Disparities of Hypertension Prevalence and Control: A Systematic Analysis of Population-Based Studies From 90 Countries. Circulation 134, 441–50 (2016).
  2. Nosalski, R., McGinnigle, E., Siedlinski, M. & Guzik, T. J. Novel Immune Mechanisms in Hypertension and Cardiovascular Risk. Cardiovasc. Risk
    Rep. 11, (2017).
  3. Harrison, D. G. et al. Inflammation, immunity, and hypertension. Hypertens. (Dallas, Tex. 1979) 57, 132–40 (2011).
  4. De Miguel, C., Rudemiller, N. P., Abais, J. M. & Mattson, D. L. Inflammation and hypertension: new understandings and potential therapeutic targets. Hypertens. Rep. 17, 507 (2015).
  5. Dinh, Q. N., Drummond, G. R., Sobey, C. G. & Chrissobolis, S. Roles of inflammation, oxidative stress, and vascular dysfunction in hypertension. Biomed Res. Int. 2014, 406960 (2014).
  6. Barrows, I. R., Ramezani, A. & Raj, D. S. Inflammation, Immunity, and Oxidative Stress in Hypertension-Partners in Crime? Chronic Kidney Dis. 26, 122–130 (2019).
  7. Wang, X. et al. Relationship of serum immunoglobulin levels to blood pressure and hypertension in an adult population. Hum. Hypertens. 32, 212–218
    (2018).
  8. Wilders-Truschnig, M. et al. IgG antibodies against food antigens are correlated with inflammation and intima media thickness in obese juveniles. Clin.
    Endocrinol. Diabetes 116, 241–5 (2008).
  9. Salamati, S., Martins, C. & Kulseng, B. Baker’s yeast (Saccharomyces cerevisiae) antigen in obese and normal weight subjects. Obes. 5, 42–7 (2015).
  10. Xiao, N. et al. Food-specific igGs are highly increased in the sera of patients with inflammatory bowel disease and are clinically relevant to the pathogenesis. Med. 57, 2787–2798 (2018).
  11. Niu, Q. et al. Association between food allergy and ankylosing spondylitis An observational study. 98, (2019).
  12. Kawaguchi, T. et al. Food antigen-induced immune responses in Crohn’s disease patients and experimental colitis mice. J Gastroenterol 50, 394–406
    (2015).
  13. Bautista, L. E., Vera, L. M., Arenas, I. A. & Gamarra, G. Independent associa tion between inflammatory markers (C-reactive protein, interleukin-6, and
    TNF-alpha) and essential hypertension. Hum. Hypertens. 19, 149–54 (2005).
  14. Nandeesha, H., Bobby, Z., Selvaraj, N. & Rajappa, M. Pre-hypertension: Is it an inflammatory state? Chim. Acta 451, 338–342 (2015).
  15. Dodson, P. M. & Shine, B. Retinal vein occlusion: C-reactive protein and arterial hypertension. Acta Ophthalmol. 62, 123–30 (1984).

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