1. Domande generiche riguardo ImuPro

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    Bisogna essere a digiuno prima di fare il prelievo di sangue?

    E’ sufficiente che il paziente sia a digiuno fra le 2 e le 4 ore prima del prelievo. Le 12 ore di digiuno, nei laboratori diagnostici per determinare un buon numero di parametri, non sono necessarie per il test delle IgG. Comunque bisogna considerare che i campioni di sangue presi subito i pasti sono spesso lipemici. Questi campioni mostrano una peggiore varianza. E’ consigliabile che l’ultimo pasto prima del prelievo non sia ricco di grassi. Questo in pratica implica che non ci sono problemi, per esempio, se il paziente fa una normale colazione alle 8 e il prelievo alle 11. Invece non è consigliabile fare il prelievo alle 14.30 se si ha avuto un pranzo pesante alle 13.

  2. 2
    Quanto è attendibile il test ImuPro?

    Il test è svolto usando il metodo ELISA che rispetta sofisticati standard di procedura di analisi di laboratorio. I risultati sono attendibili e riproducibili e vengono controllati tramite regolari controlli di qualità in laboratorio in differenti paesi.

  3. 3
    Il mio medico di fiducia mi ha fatto svolgere un test per la classica allergia alimentare. Il risultato sarà lo stesso di quello ottenuto tramite il test ImuPro?

    Il test ImuPro riguarda l’allergia alimentare mediata dalle IgG. I sintomi correlati a questa allergia si manifestano tra le 8 e le 72 ore dopo l’assunzione degli alimenti o additivi incriminati. Questa allergia alimentare ritardata (tipo III) è contraddistinta da un elevato livello delle IgG nel sangue. I test standard delle allergie alimentari (come il prick test cutaneo) è progettato per individuare la classica allergia alimentare mediata dalle IgE (tipo I). Questi test analizzano la reazione immediata agli alimenti ingeriti. L’allergia alimentare di tipo I è differente dunque dall’allergia alimentare delle IgG (tipo III) che viene individuata tramite il test ImuPro. Dunque i risultati non sono confrontabili.

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    Qual è l’esatta differenza fra le IgG e le IgE?

    IgG è l’abbreviazione di Immunoglobulina G. Le immunoglobuline sono anticorpi che si trovano nel sangue. Esse vengono usate dal sistema immunitario per identificare e neutralizzare elementi esterni, come batteri e virus. Ognuno ha gli anticorpi IgG nel sangue ma occasionalmente questi anticorpi iniziano a reagire contro determinati alimenti. Questo può causare allergie alimentari o allergie alimentari con sintomi ritardati (intolleranza alimentare). Le allergie alimentari mediate da IgE (tipo I) sono completamente diverse da quelle mediate da IgG (tipo III). L’allergia alimentare mediata da IgE è la classica allergia alimentare caratterizzata da sintomi immediati a differenza di quella mediata da IgG in cui i sintomi sono ritardati. Le reazioni delle IgG aumentano di intensità nel caso di disturbi della flora intestinale ma decrescono se viene svolto un cambiamento di dieta adeguato. Le reazioni delle IgE invece si manifestano occasionalmente ma rimangono per tutta la vita. I risultati del test delle IgE devono essere presi in considerazione in aggiunta al risultato del test ImuPro, durante il cambio di dieta, dal momento che gli alimenti che risultano positivi al test delle IgE devono essere eliminati per sempre dalla dieta.

     

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    Quali sono gli allergeni più comuni?

    Non si può fare una generalizzazione. Le allergie alimentari variano da persona a persona. Cosa è salutare per una persona può essere dannoso per un’altra o viceversa. Anni di esperienza con il test ImuPro hanno comunque evidenziato che il latte i suoi derivati così come le varietà di cereali danno origine a reazioni immunologiche in buon numero di persone. Il glutine, l’albume d’uovo, i latticini, e i prodotti da forno lievitati, sono antigeni molto forti che bisogna assolutamente evitare in case di un’allergia alimentare – cosa che non è sempre facile da fare dal momento che questi alimenti spesso sono nascosti in molti prodotti alimentari industriali.

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    Ho svolto il test ImuPro e sono emerse diverse reazioni. È necessario che rifaccia il test in futuro?

    No generalmente non è necessario. Anche se un nuovo test non individua particolari anticorpi, questo non significa che puoi ricominciare a mangiare tutti gli alimenti e additivi ai quali era stata riscontrata un’intolleranza. Il sistema immunitario ha una memoria e riattiva la produzione di anticorpi che vengono in contatto con gli alimenti o gli additivi con i quali in passato ha avuto una reazione. Comunque la produzione di anticorpi viene generalmente ridotta tramite il necessario cambio di dieta così come gli anticorpi non vengono prodotti a lungo dal sistema immunitario una volta cambiata la dieta. Il ritorno alla naturale regolarità intestinale è un indicatore che la produzione di anticorpi è stata ridotta. Il test andrebbe ripetuto solamente se i sintomi si ripresentano, anche se ciò è improbabile se si segue la dieta e il piano di rotazione personalizzati. Se si deve rifare il test consigliamo un intervallo di tempo di 2 anni fra i due test.

  7. 7
    Alcuni dei sintomi non sono andati via, anche se ho seguito la dieta ImuPro. Come mai?

    Alcuni sintomi o disturbi potrebbero essere causati da altri fattori e non dall’intolleranza alimentare. Queste cause non vengono rilevate dal test ImuPro. Esse potrebbero essere difetti della flora intestinale, carenza di enzimi o problemi ormonali (particolarmente nelle donne). Altri fattori potrebbero essere contaminazioni ambientali, metalli pesanti e amalgame dentali.

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    Ho fatto un errore durante il cambio di dieta. Devo ricominciarla da capo?

    Un errore occasionale durante il cambio di dieta non è così grave. Se accidentalmente assumi un alimento che presenta un ingrediente che avresti dovuto evitare potresti sentirti meno bene per circa 3 giorni. Se non ripeti l’errore, l’organismo si riprenderà in breve tempo.

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    Come comportarmi se mangio spesso fuori casa?

    Cucini raramente a casa e mangi spesso in mensa o al ristorante? Questo aspetto potrebbe rendere il cambio della dieta un po’ più complicato – ma non così impossibile. Generalmente non si nota quali ingredienti vengono usati per la preparazione dei piatti già pronti o in quelli preparati in mensa. Ecco alcuni spunti per aiutarti nel cambio di dieta: in ristorante o in mensa dovresti evitare le salse. La carne alla griglia, o il pesce con patate o il riso, le verdure o l’ insalata generalmente non dovrebbero darti problemi. (Tieni comunque sempre in mente gli alimenti che devi evitare). Potresti ordinare l’insalata senza condimento e condirla con ingredienti che ti porti dietro. Specialmente per il pranzo in mensa, potresti portarti il cibo da casa: utilizza la cena come pasto principale cucinando porzioni abbondanti. Puoi utilizzare gli avanzi per il pranzo del giorno seguente. (Per esempio se hai il pollo con il riso puoi preparare un’insalata di riso con il pollo con aggiunta di avocado o mandarino). Al ristorante chiedi al cameriere quali ingredienti vengono usati per cucinare i piatti che hai ordinato.

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    Ho letto qualche critica riguardo il test ImuPro, anche da parte di alcuni dottori. I critici per esempio dicono che non tutti gli alimenti che risultano positivi al test danno origine a sintomi e così i risultati del test risultano “falsi positivi”. Come posso sapere se queste critiche sono fondate?

    Per prima cosa, solamente perché non si manifestano particolari sintomi causati dagli anticorpi IgG, questo non significa che non c’è una reazione in corso. Se il sistema immunitario produce anticorpi IgG per contrastare determinati alimenti che hai mangiato, potrebbe dare origine a un’infiammazione ma che non necessariamente si manifesta con sintomi visibili esternamente. Secondariamente ImuPro non afferma di dimostrare una relazione fra gli alimenti e determinati sintomi. Il primo passaggio è individuare quali alimenti possono creare dei problemi. ImuPro individua gli anticorpi IgG contro determinati alimenti, coinvolti nelle allergie alimentari con sintomi ritardati.

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    I critici affermano che il test ImuPro può causare malnutrizione. Come posso essere sicuro che questo non accada quando metto in pratica i risultati del test ImuPro?

    La malnutrizione non si verifica con ImuPro per due motivi: la rotazione e la reintroduzione degli alimenti. Avendo usato il test ImuPro per identificare i possibili alimenti incriminati, viene creata una dieta che elimina il consumo di questi alimenti e ruota gli alimenti consentiti ogni 4/5 giorni, Quest’ultimo aspetto permette di mantenere la varietà e gli elementi nutritivi di cui l’organismo necessita. Dopo la fase di provocazione, alcuni alimenti possono essere reintrodotti nella dieta. Questi significa che potrai ruotare un numero maggiore di alimenti garantendo una dieta diversificata e bilanciata. Quindi quello che dicono i critici non è vero. ImuPro è un supporto utile se si soffre di disturbi infiammatori cronici come la diarrea, la flatulenza, l’emicrania, l’eccesso di peso o problemi cutanei. ImuPro aiuta a individuare i possibili alimenti incriminati. Attraverso l’eliminazione di questi alimenti le infiammazioni possono essere ridotte. La reintroduzione (fase di provocazione) mostra se e quali alimenti causano i tuoi disturbi.

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    Il test ImuPro ha qualche certificazione?

    Il test ImuPro e gli antigeni vengono prodotti dall’azienda tedesca R-Biopharm seguendo rigidi parametri di qualità come l’ISO 9001 e l’ISO 13485 che sono stati accreditati da DQS in accordo con gli standard internazionali ISO 9001 e EN 46001 (dispositivi medici). Nel 2003, l’azienda ha ottenuto la certificazione ISO 13485. Tutti i reagenti usati sono stati approvati dalla CE. Considerando il fatto che i test ImuPro vengono svolti in oltre 20 laboratori nel mondo, ciascuno specializzato in un particolare ambito, svolgiamo test inter laboratorio annuali per garantire l’affidabilità e la qualità di ciascun passaggio del test.

 

2. Possibili controindicazioni di imupro

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    Possono svolgere il test anche i ragazzi o i bambini?

    I bambini oltre i 12 mesi possono svolgere il test. Al di sotto dei 12 mesi anni invece raccomandiamo alla madre di svolgere un esame per verificare se ha trasmesso i suoi anticorpi al figlio/a durante la gravidanza attraverso la placenta. E’ più facile fare il prelievo a un adulto e inoltre la concentrazione degli anticorpi è più elevata. Il sistema immunitario dei bambini non è ancora totalmente sviluppato e non ha la stessa capacità di memoria di quello della madre.

  2. 2
    Posso fare il test se sto seguendo una dieta rigida?

    Si può fare il test, anche se si sta seguendo una dieta restrittiva. In ogni caso, devi essere consapevole che la reazione agli alimenti che dovresti evitare è più bassa rispetto a quella che tu avresti se non avessi seguito una dieta rigida. Se si eliminano determinati alimenti per più di 6 mesi, è prevedibile che i risultati siano negativi perché le IgG scompaiono quando l’alimento non viene più consumato.

  3. 3
    Sono sotto antibiotici. Questo aspetto condiziona i risultati del test?

    Se non si assumono farmaci immunosoppressori, i risultati non saranno condizionati se si segue una breve cura di antibiotici. Una cura invece più duratura può compromettere la flora intestinale e ciò può portare a una individuazione di un numero maggiore di reazioni. Suggeriamo quindi di avvisare il team di ImuPro se si sta seguendo una cura medica prima di svolgere il test.

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    Quali farmaci possono influenzare il risultato del test?

    Alcuni farmaci possono influenzare il risultato del test quindi consigliamo, in caso di dubbio, di consultare il team di ImuPro. Una cura prolungata di antibiotici può influenzare il risultato. Se stai prendendo, o hai preso, dei farmaci immunosoppressori come il cortisone, gli steroidi, prednisolone etc…, i risultati potrebbero essere alterati. Suggeriamo di avvisare il team di ImuPro riguardo le cure che stai seguendo prima di svolgere il test in modo che potrai essere avvisato tempestivamente se ci sono possibili controindicazioni.

  5. 5
    Assumo steroidi tramite gli inalatori. Posso svolgere il test?

    La concentrazione di steroidi negli inalatori generalmente è talmente bassa che non dovrebbe influenzare il risultato del test.

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    Potrebbe una crema a base di cortisone condizionare i risultati? Se una persona è affetta da un eczema di forte intensità, e lo sta curando con crema a base di cortisone, ma vuole comunque svolgere il test ImuPro, ci sono delle controindicazioni? Sto svolgendo una cura a base di crema di cortisone a basso dosaggio, ma non voglio sospenderla dal momento che essa non mi fa scomparire i sintomi ma mi aiuta comunque a mantenere l’eczema sotto controllo.

    La crema a base di cortisone non dovrebbe interferire con il risultato del test se la concentrazione è bassa e l’effetto è locale. Se l’assunzione non avviene tramite pastiglie, potresti svolgere il test senza problemi. Per essere assolutamente sicuri consigliamo di determinare il valore totale delle IgG nel siero. Se esso non è al di sotto del range di riferimento, non dovrebbe esserci alcun impatto negativo sul test.

  7. 7
    Ho la febbre. Posso comunque svolgere il test?

    Dalla nostra esperienza non ci sono problemi se il paziente ha la febbre. E’ più una questione di precauzione. Consigliamo comunque in caso di febbre di aspettare che la temperatura corporea ritorni a livelli normali prima di fare il prelievo.

  8. 8
    Sto assumendo degli inibitori del TNF (Infliximab, Humira). Posso svolgere il test?

    Gli inibitori del TNF non hanno mostrato avere effetti sui risultati del test ImuPro. Per essere sicuri suggeriamo di verificare il valore degli anticorpi IgG tramite un prelievo; se esso rientra nel range di riferimento si può procedere tranquillamente al test.

 

3. Alimenti e bevande: alcuni cose da sapere

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    E permesso l’alcool nella guida nutrizionale di ImuPro?

    Le bevande alcoliche sono considerate quasi un lusso e andrebbero evitate durante la prima fase quando il sistema immunitario si è stabilizzato. Successivamente durante il cambio di dieta, è permesso un bicchiere di vino fermo o frizzante. Il test ImuPro non analizza la bevanda in sé, ma piuttosto gli ingredienti che la compongono come l’uva, i cereali, il lievito e il malto. Se si verifica un aumento degli anticorpi IgG specifici di questi ingredienti, dovresti evitare completamente le bevande alcoliche durante la fase di eliminazione.

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    Posso bere il caffè mentre seguo le raccomandazioni ImuPro?

    Il caffè non è consigliato. In particolare le sostanze stimolanti contenute nel caffè hanno un effetto irritante per la mucosa intestinale. Questo aumenta la permeabilità dell’intestino agli alimenti. Le sostanze stimolanti aumentano anche la produzione di acido nello stomaco dando origine ad acidità di stomaco, sensazione di gonfiore e nausea e in aggiunta stressano la mucosa intestinale. La nostra esperienza ha mostrato che l’assunzione di caffè può influenzare il risultato del test. Si raccomanda dunque di eliminare il caffè dalla dieta per evitare che vengano rilevate reazioni nel test. Sarebbe meglio sostituirlo con tisane o succhi di frutta. L’effetto stimolante della caffeina può essere sostituito tramite il consumo di tè verde o tè nero – consigliamo comunque una rotazione di queste bevande e non il consumo quotidiano. Un’altra alternativa alla caffeina può essere il guaranà, una pianta tropicale.

  3. 3
    Riguardo i succhi di frutta e verdura e i frappè come mi devo comportare?

    I succhi di verdura e di frutta o i frappè non sono delle bevande ma piuttosto degli alimenti liquidi, dal momento che un elevata quantità di frutta o verdura è necessaria per la loro preparazione. Se si vuole bere un bicchiere di succo di frutta o verdura, consigliamo di diluirlo con dell’acqua e di comprare succhi contenenti 100% frutta o verdura senza zuccheri aggiunti. Nota: solamente la frutta e la verdura a cui non sei intollerante è permessa.

  4. 4
    Se una persona è intollerante ai chicchi di caffè deve evitare completamente la caffeina, per esempio anche la cola e gli energy drinks?

    La caffeina è un ingrediente presente nei chicchi di caffè. Noi testiamo i chicchi di caffè quindi non possiamo fare una distinzione fra caffè e caffeina durante il test. Potresti reagire a entrambi gli elementi così come a uno solo. All’inizio elimina sia il caffè che la caffeina. Aspetta almeno 3 settimane, o finché i tuoi sintomi non si sono stabilizzati, dopo prova a bere una bevanda con della caffeina.

  5. 5
    Considerando che sono intollerante al grano, all’avena e all’orzo, e ho quindi iniziato a smettere di bere birra, anche le altre bevande alcoliche che derivano dal grano e da altri cereali sono proibite? Per esempio vodka, bourboun o scotch?

    Tutte le bevande fermentate prodotte con il glutine contengono cereali e quindi devono essere evitate, per esempio la birra o altre bevande a base di malto. Controlla la lista degli ingredienti dei frappè e milk shake industriali. Tutti gli alcolici sono privi di glutine prima che il glutine venga aggiunto dopo la distillazione (cocktail). I whiskeys a base di malto sono privi di glutine, se non viene aggiunto niente dopo la distillazione, e invecchia solamente nelle botti.

 

4. Latte e suoi derivati, sostanza ricche di calcio, allergia al latte vs intolleranza al lattosio

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    C’è il rischio di incorrere in una carenza di calcio se devo eliminare completamente i latticini?

    No, non c’è questo rischio. Ci sono diverse alternative che sono ricche di calcio. Se ti attieni alla rotazione degli alimenti, non dovresti andare incontro ad una carenza di calcio. I broccoli per esempio sono ricchi di calcio. In caso di necessità di un aumento di apporto di calcio, si consiglia il consumo di farmaci ortomolecolari durante i pasti.

  2. 2
    Un paziente ha reazioni al latte. Può assumere latte senza lattosio o caseina?

    No. Con ImuPro, testiamo gli anticorpi specifici delle proteine di determinati alimenti. Il lattosio non viene analizzato tramite il nostro test, dal momento che il lattosio che non è una proteina ma uno zucchero che non è la causa della produzione di anticorpi. L’intolleranza al lattosio è dovuta ad una carenza di enzimi sia per motivi genetici che non. E quindi l’incapacità di digerire questo tipo di zucchero. Gli alimenti privi di lattosio hanno le stesse proteine del latte. Il latte contiene più di 30 proteine. La caseina è la proteina principale del latte, ma tramite il nostro test non differenziamo quale proteina ha causato la reazione. Notiamo che quando si è positivi al test del latte per la caseina, una percentuale significativa dei pazienti non reagisce alla caseina ma ad altri ingredienti. Così, se i pazienti consumano il latte privo di caseina, essi potrebbero tollerarlo, ma non possiamo predirlo. La soluzione ideale è quella di eliminare i prodotti derivati dal latte per il tempo raccomandato. Dopo questo periodo il paziente può sfidare se stesso e reintrodurre alcuni prodotti.

  3. 3
    Cosa significa “latte cotto”? Ha lo stesso significato del latte pastorizzato?

    Il latte cotto è il latte bollito per almeno 30 minuti, fatto raffreddare e rimosso della pellicina che si è formata. Durante la fase di ebollizione, le proteine del latte si degradano e la maggior parte delle strutture antigeniche vengono distrutte. Nella maggior parte dei casi i pazienti che hanno una reazione al latte vaccino possono tollerare il latte cotto. Se si fa bollire il latte per 30 minuti e si toglie la pellicina, potresti essere in grado di bere il latte anche se sei intollerante. Il latte cotto ha la stessa quantità di calcio del latte crudo. Il latte pastorizzato invece viene solamente scaldato per 15 secondi a 75° C. Il latte UHT viene scaldato per 1-2 secondi a 135° C. Questo per decontaminare il latte da possibili agenti infettivi. La qualità delle proteine del latte UHT non viene alterata. In altre parole, il latte pastorizzato e quello UHT sono da considerare come il latte crudo (per quanto riguarda ImuPro).

  4. 4
    Mia moglie e mio figlio sono allergici ai latticini, per esempio ai prodotti di origine vaccina. Siamo però rimasti entusiasti dal latte di bufala (usato per esempio in Italia nella produzione di mozzarelle e in Sri Lanka per la preparazione del curd). Esso rientra nella categoria dei latticini o fa parte di un altro gruppo alimentare?

    No, non fa parte di un altro gruppo alimentare Il latte di bufala e i suoi derivati è da considerare come latte vaccino o latticino. Nelle prime versioni di ImuPro, testavamo il latte di bufala, ma i risultati erano gli stessi del latte vaccino nel 99% dei casi. Così abbiamo sostituito il latte di bufala con un altro alimento, dal momento che era inutile testarli separatamente.

  5. 5
    Ho avuto una reazione al caglio vaccino. Questo significa che posso mangiare i formaggi che non contengono caglio?

    Dal momento che entrambi i tipi di formaggio contengono le proteine del latte vaccino ti consigliamo di no.

  6. 6
    Il test ImuPro individua se sono intollerante al lattosio?

    L’intolleranza al lattosio è una cosa diversa rispetto all’allergia al latte o ai latticini mediata dalle IgG.

    L’intolleranza al lattosio è l’incapacità dell’organismo di digerire il lattosio (lo zucchero presente nel latte) dovuto a una carenza di specifici enzimi.

    ImuPro non individua l’attività degli enzimi nell’organismo. Esso individua la produzione di anticorpi IgG specifici per particolari proteine del cibo.

    Potresti avere un’allergia alimentare di tipo III ai latticini, ma non necessariamente essere intollerante al lattosio o viceversa.

  7. 7
    Uno dei nostri pazienti sta seguendo una dieta di rotazione. Presentava elevati valori di anticorpi IgG a tutti prodotti derivati dal latte, e si chiede quindi se può usare dei bagno doccia o shampoo che contengono fra le altre cose burro di karitè, proteine del latte e lattosio. E’ preoccupata che possano penetrare tramite la pelle. E’ una paura fondata?

    La paura del paziente è fondata. Abbiamo osservato che alcuni antigeni possono essere assorbiti dalla pelle. Consigliamo quindi di evitare questi prodotti.

  8. 8
    Halloumi è un formaggio prodotto con latte di capra e di pecora. Come mai questo tipo di formaggio è testato singolarmente, visto che ImuPro analizza già singolarmente il latte di capra e quello di pecora?

    Halloumi è un formaggio speciale dal momento che il latte usato per la sua produzione viene cucinato in diversi passaggi e per lungo tempo oltre i 90°C. Durante questo processo, il latte usato (anche il latte vaccino) perderà parte della sua specificità antigenica e ciò renderà questo formaggio più digeribile per i pazienti che sono affetti da un’allergia al latte. Questo aspetto è stato osservato da un professore turco e da un suo paziente affetto dal mordo di Crohn, all’università di Istanbul. Il suo paziente tollerava il formaggio Halloumi e non altri tipi di formaggio. Soltanto quando l’anticorpo viene indirizzato all’epitopo resistente al calore, si può sviluppare una reazione allergica al Halloumi. Per questa ragione abbiamo deciso di testare il formaggio Halloumi, per fornire una possibile alternativa ai pazienti affetti dall’allergia al latte.

 

5. Cereali, glutine vs intolleranza al grano

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    Qual è l’antigene usato nel grano o nel kamut? Alcuni pazienti reagiscono a questi cereali ma non al glutine.

    Gli estratti di cereali contengono solamente proteine idro solubili mentre il glutine è solamente solubile in alcool – questo significa che gli estratti di cereali contengono proteine specifiche del cereale e non il glutine. La conseguenza: se il paziente non mostra una reazione al glutine ma reagisce a differenti tipi di farina allora è intollerante alle proteine specifiche della farina. Questo è abbastanza raro. Se ci fosse un caso del genere, il paziente dovrebbe eliminare tutte le farine in questione anche se non è stata riscontrata l’intolleranza al glutine.

  2. 2
    Come è possibile avere un’intolleranza al grano e non al glutine?

    Il fatto che il grano risulti positivo al test e il glutine risulti negativo è un fatto piuttosto normale. Le proteine del grano sono formate da proteine specifiche del grano e proteine specifiche del glutine. Dal momento che il glutine non è idrosolubile, dobbiamo estrarre il glutine con l’alcool e testare il glutine in un contenitore a parte. Questo contenitore non contiene le proteine idrosolubili del grano. Così come il contenitore del grano non contiene la molecola del glutine. Quindi vengono svolti due test completamente distinti e quindi è possibile essere sensibili a uno, all’altro o a entrambi. Nel primo caso, soltanto un allergene (glutine o grano) risulta positivo nel secondo caso invece sia il grano che il glutine risultano positivi.

  3. 3
    Il grano duro non viene testato Esso viene usato per produrre la pasta italiana (spaghetti etc..) molto diffusa. Come posso interpretare, per esempio, i risultati dei cereali per trarre una conclusione sul grano duro?

    Il grano duro reagisce esattamente come il grano normale. Le specie differenti di grano hanno gli stessi antigeni principali. Ciò che li distingue principalmente sono determinate proteine e gli enzimi o il tipo di amido. Puoi essere certo che il risultato del test per il glutine e per le proteine specifiche del grano è valido anche per il grano duro.

 

6. Uova e lievito

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    Cosa bisogna evitare in caso di reazione alle proteine delle uova?

    Tutti i prodotti che contengono l’albume. L’albume è presente in un numero piuttosto elevato di alimenti. Le proteine dell’albume si possono nascondere sotto diversi nomi: chiara d’uovo, ovoalbumina, livetina, albumina, lisozima, E 1105, globulina, ovomucoide, lecitina, E233.

    Se devi evitare l’albume, puoi ottenere l’effetto legante mescolando 1 cucchiaio di farina di soia, con 2 cucchiai di acqua e impastare. In caso di allergia ai germogli di soia, la farina di soia può essere sostituita con la farina di mais, la fecola di patate da quella di riso. Prestare attenzione al vino che può contenere tracce di albume.

  2. 2
    Un nostro paziente è risultato positivo al lievito. Nelle raccomandazioni suggeriamo che una possibile alternativa potrebbe essere il lievito naturale. Ci chiede: come può avvenire ciò se durante la fermentazione viene prodotto lievito? Non è così anche per l’aceto?

    La fermentazione del lievito naturale è svolta principalmente dai lactobacilli, un ceppo di batteri, e difficilmente da altri lieviti. Così se non vengono fatte aggiunte ai prodotti da forno, il pane lievitato naturalmente non contiene una quantità elevata di lievito. La fermentazione dell’aceto è simile, infatti la fermentazione finale dell’aceto è svolta dai batteri, per lo più da batteri acido acetici e provoca un’elevata percentuale di alcol e non di lievito. L’aceto prodotto industrialmente contiene raramente agenti lievitanti; potrebbe essere che l’aceto artigianale contenga una quantità maggiore di lievito.

 

7. Generali

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    Ho avuto una reazione al limone. Devo evitare l’acido citrico?

    No, dal momento che l’acido citrico è una singola molecola prodotta chimicamente. Hai avuto una reazione alle proteine contenute nel limone.

  2. 2
    Ho avuto una reazione alla vaniglia. Devo evitare la vanillina?

    No. La vanillina è una farina prodotta chimicamente e ha una composizione differente.

  3. 3
    Cosa devo fare in caso di improvvisa voglia di un determinato alimento?

    La relazione fra allergia e la voglia improvvisa di un determinato alimento è conosciuta. Quando ti capita una voglia improvvisa prova a resistere. Questi episodi generalmente si verificano dopo 3/5 giorni. Alcune distrazioni possono essere utili. Per esempio prova profumi piacevoli o oli essenziali per la pelle.

  4. 4
    Posso mangiare i dolci?

    Potresti e dovresti. Attieniti comunque al piano di rotazione. Scegli per esempio biscotti con farina di granoturco se stai usando il granoturco in quel giorno o cracker di farro nel “giorno del farro”. Dovresti evitare comunque i dolci prodotti industrialmente come il cioccolato o le torte.

  5. 5
    Un paziente ha avuto una reazione al miele (miscela). Cosa si intende per miscela?

    Miscela di miele significa che ImuPro non testa una singola produzione di miele che proviene da una specifica pianta. Esistono numerose varietà di miele, spesso anche a livello locale. Così abbiamo optato per un “miele generico” che puoi comprare al supermercato. Questi mieli provengono dal nettare di differenti colonie di api provenienti da diversi fiori e piante. Dunque è chiamato miele (miscela). Quindi il paziente dovrebbe evitare qualsiasi miele per il tempo raccomandato.

  6. 6
    Ho avuto una reazione positiva ai tannini. Quali alimenti devo evitare?

    Il tannino che usiamo nel nostro test e l’acido tannico sintetico. La parola tannino fa riferimento ad un ampio gruppo di sostanze e non riguarda quindi una particolare alimento, pianta o alto. Dal momento che il tannino ha bassa solubilità in acqua, la quantità di tannino negli estratti dei nostri alimenti testati non è elevata e varia anche in basa al livello di maturazione della frutta. Non si può mettere in relazione o correlazione la reazione al tannino a una reazione positiva ad un alimento contente il tannino. La sensibilità all’acido tannico dipende maggiormente dall’esposizione all’acido tannico aggiunto nei medicinali, nelle creme o negli alimenti lavorati. Il nostro consiglio è comunque quello di ridurre alimenti ricchi di tannino. Il rischio a reazioni avverse è più probabile nei pazienti che assumono prodotti con aggiunta di acido tannico piuttosto che quelli che assumono alimenti contenti il tannino presente naturalmente.

  7. 7
    Ho una domanda in merito al fungo “Aspergiullus Niger”. Cosa se succede se il fungo viene debellato dal cibo congelandolo, o portandolo alla temperatura di ebollizione, per un certo periodo di tempo? I principali alimenti che mi vengono in mente sono: noci, semi e frutta secca.

    L’aspergillus è una muffa, e forma le spore. Esse sono molto resistenti al caldo, al freddo e al clima secco. Possono sopravvivere per un lungo periodo in condizioni molto rigide. Congelarle non risolve niente, anzi può peggiorare la situazione. Portarlo alla temperatura di ebollizione per almeno 30 minuti può uccidere tutto, ma non le spore. Dopo il raffreddamento le spore potrebbero germinare. Per ucciderle bisogna sterilizzarle, che significa portarle a 125° C con pressione elevata. Quindi il metodo più facile è eliminare questi alimenti.

 

8. Reazioni agli alimenti mai mangiati e reazione crociata

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    Ho avuto un paziente che è stato intollerante a diversi tipi di pesci ma sostiene di non averli mai mangiati. Mi ha spiegato che assume regolarmente gli OMEGA 3. Esiste qualche legame fra l’assunzione degli OMEGA 3 e l’intolleranza al pesce?

    No, non esiste alcun legame fra l’assunzione degli acidi grassi OMEGA 3 e le reazioni al pesce. Dal momento che gli OMEGA 3 sono acidi grassi e sono separati dalle proteine, non ci sono proteine nelle compresse di OMEGA 3. E’ probabile piuttosto che il paziente abbia mangiato il surimi o altre preparazioni a base di pesce. Questi alimenti potrebbero dare origine a reazioni crociate con qualche specie di pesce.

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    I risultati del test ImuPro hanno evidenziato intolleranze a diversi tipi di pesce. Ad eccezione della trota, non mangio questi tipi di pesce (alcuni di essi non li ho mai mangiati). Infatti mangio il pesce raramente, solo durante il periodo estivo, e comunque tipi di pesce a cui non sono risultato intollerante. Come spiegare questi risultati?

    Questo è un esempio di reazione crociata. Essa dipende su quale specifica proteina sono diretti i tuoi anticorpi. Molti pazienti possono mangiare determinati tipi di pesce, sebbene abbiano reazioni allergiche, spesso serie, ad altri pesci. Non ci sono informazioni definitive riguardo le reazioni crociate che possiamo applicare al pesce per guidare i pazienti verso la scelta migliore. Sfortunatamente, la reazione crociata del pesce è abbastanza complessa e non siamo arrivati a una conclusione definitiva. Comunque il fatto che ci sono diverse famiglie alimentari non è l’elemento fondamentale nella reazione crociata, e non ci sono informazioni in merito che ci permettano di dire con accuratezza se può occorrere o meno una reazione crociata. In aggiunta dovresti prestare attenzione alle proteine del pesce che si trovano in diversi piatti lavorati, che non ci aspetteremo, come ad esempio nella “Ceasar Salad” e nei suoi condimenti, nella salsa Worcestershire, nella Bouillabaisse, in imitazioni o pesci artificiali o nei crostacei (surimi conosciuto anche come “sea legs” o “sea sticks” è un esempio), nel polpettone, nella salsa barbacue o nella caponata, una salsa siciliana a base di melanzane.

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    Ho avuto una reazione ai gamberi. Questo significa che non posso mangiare il granchio?

    Gamberi, granchi gamberetti, e le aragoste sono tutti crostacei. Se hai fatto il test specificatamente per ogni crostaceo allora basti sui risultati ottenuti. Se risulti positivo a 1-2 di essi ma gli altri non sono presenti nel test che hai scelto, ti consigliamo di evitare tutti gli alimenti della lista dei quali non hai il risultato. Questo perché essi hanno in comune diverse proteine. Una volta che i sintomi si sono stabilizzati prova a reintrodurne uno alla volta nella tua dieta. Se non noti alcun sintomo, puoi includerli successivamente nella tua dieta di rotazione.

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    Ho avuto una reazione alle banane e all’ananas anche se non ho mai mangiato la banana. Come è possibile?

    Entrambe sono presenti in diverse varietà di latte, yoghurt e succhi di frutta. E anche possibile che hai avuto una reazione crociata a entrambe. La banana e l’ananas hanno la stessa struttura allergenica al latice. Se una persona è allergica o sensibile al latice, è possibile una reazione crociata alla banana. Puoi assolutamente avere una reazione allergica alla banana senza averla mai mangiata. Anche la pianta da interni del ficus Benjamin è un’altra possibile fonte di questo allergene. Se sei sensibile al Ficus Benjamin, non dovresti tenerne una in casa. Potresti avere una reazione crociata anche con l’avocado e il melone.

 

9. Medicine e cosmetici

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    Ho avuto reazioni a diversi alimenti che sono presenti anche come estratti in diverse pastiglie e cosmetici. Devo quindi evitare quest’ultimi?

    Si, i cosmetici che contengono estratti di alimenti positivi alle IgG tramite il test ImuPro devono essere evitati. Anche la pelle è un organo immune molto reattivo, e la nostra esperienza ha dimostrato che utilizzare alcuni prodotti sulla pelle o tramite inalazioni, come ad esempio la lavanda, può dare origine a sintomi. Dalla nostra esperienza in medicina ambientale è emerso che se qualcuno reagisce all’ossido di titanio, deve eliminare tutti i cosmetici e i dentifrici che contengono il TiO2.

 

10. Carboidrati e livelli energetici

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    Sono un atleta e ho avuto una reazione a tutti i cereali contenenti glutine. Sono preoccupato dal fatto che eliminare i carboidrati dalla mia dieta possa avere ripercussioni negative sui miei livelli energetici e condizionare i miei allenamenti. Cosa dovrei fare?

    Abbiamo capito il tuo problema, ma se rifornisci il tuo organismo di alimenti ricchi di carboidrati ai quali hai reazioni, specialmente il glutine, avrai sicuramente una perdita di energia e di potenza fisica dovuta ai processi infiammatori in atto. Ci sono comunque alcuni alimenti ricchi di carboidrati che puoi mangiare (per esempio le patate, il riso, il mais),  è così puoi assumere carboidrati tramite questi alimenti. Se non sei risultato positivo al lievito puoi mangiare anche il pane privo di glutine. Potresti mangiarlo in porzioni più abbondanti o comunque regolarmente. Potresti aumentare anche l’assunzione di proteine e grassi di alta qualità come i grassi ricchi di OMEGA 3. Gli integratori di calcio potrebbero essere una buona idea se durante la competizione perderai molti minerali. Studi preliminari hanno dimostrato che gli atleti possono ottenere un aumento di VO2max, riduzione dell’acido lattico, miglior recupero delle energie e un equilibrio migliore nel rapporto tra organismo e grasso tramite l’adozione della dieta suggerita da ImuPro.

 

11. Cosa puo’ succedere quando cambio la dieta?

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    Dopo quanto tempo che ho iniziato la dieta il mio organismo tornerà alla normalità e dopo quanto si inizieranno a vedere cambiamenti positivi?

    Questi aspetti dipendono in buona parte dai tipi di sintomi. Alcuni cambiamenti si possono notare già dopo 2-3 giorni, come ad esempio la perdita di peso di circa 2 kg dovuta al rilascio dell’acqua in eccesso. I sintomi riguardanti la digestione possono iniziare a intravedersi dopo 3-5 giorni. Generalmente i pazienti sostengono che già dopo 3-5 giorni, iniziano a sentirsi molto meglio. Invece, alcuni sintomi, come l’artrite o disturbi gravi del sistema immunitario iniziano a dare risultati positivi dopo alcune settimane.

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    Possono alcuni sintomi peggiorare inizialmente quando il mio organismo rilascia per esempio alcune tossine?

    Questo aspetto è molto soggettivo. Può succedere ma non è molto frequente. Abbiamo notato che questo tipo di reazione si può verificare quando le persone smettono di bere il caffè, specialmente nelle persone che ne consumavano elevate quantità regolarmente, Queste persone ci hanno segnalato un aumento del mal di testa durante la prima settimana ma dopo una decina di giorni il mal di testa è cessato definitivamente.

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    Mi piacerebbe provare alcuni alimenti per i quali non ho svolto il test. E’ possibile?

    Tutti gli alimenti e gli additivi non inclusi nel test svolto andrebbero evitati per le prime 8-10 settimane seguenti al test. Dopodiché potresti agire nel seguente modo: le incompatibilità con alcuni alimenti poco diffusi come l’olio di cartamo, frutti tropicali o verdure esotiche come la pastinaca sono poco probabili. Se vuoi provare alcuni alimenti che non hai testato, dovresti tenere d’occhio qualsiasi cambiamento di salute che si verifica nelle settimane seguenti. Dovresti anche limitarti e introdurre un alimento alla volta nella dieta in modo da individuare quale alimento ti crea dei problemi. Se non hai reazioni avverse a questi alimenti puoi continuare a includerli nella tua dieta di rotazione. Tieni d’occhio anche il tuo peso. Se noti un aumento di peso di circa 1 kg da un giorno all’altro dopo aver introdotto alcuni alimenti non testati, è probabile che tu abbia una reazione a questi alimenti. Un incremento di peso da un giorno all’altro è un sintomo di una risposta infiammatoria agli alimenti. La conseguenza di una risposta infiammatoria è la ritenzione idrica che si può notare tramite l’aumento di peso corporeo.

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